Reflekta – Reflex Biottica

La Richter Reflecta (poi Refleckta, nella produzione post-bellica) è una fotocamere del tipo “biottica” che ha avuto molto successo a partire dagli anni ’30 fino a tutti gli anni ’50 del ‘900. Motivo del successo, analogo a quello di altre della stessa tipologia, è da ricercarsi principalmente nel ricordare, nella forma e in parte delle caratteristiche  tecniche, la fotocamera biottica più famosa sul mercato di quel tempo: la “mitica” Rolleiflex.

Reflekta

La macchina era dotata di un mirino a pozzetto, dunque con visione reflex dall’alto, e di un mirino sportivo, che si rendeva disponibile aprendo la finestrella presente nel coperchio del pozzetto.

Lo schermo di messa a fuoco era smerigliato, con lente condensatrice. L’esposizione avveniva in modo manuale.

L’otturatore, meccanico, era incorporato nell’obiettivo. I tempi di posa andavano da 1/8 di secondo a 1/200 di secondo, più la posa B. Permetteva inoltre la sincronizzazione del lampeggiatore con tutti i tempi di posa.

I due obiettivi erano:

  • il superiore, attraverso il quale avveniva la visione della scena, un ROW Pololyt f/3,5 75 mm;
  • l’inferiore, attraverso il quale avveniva la ripresa, un ROW Pololyt f/3,5 75 mm.

L’avanzamento della pellicola avveniva mediante la rotazione di 360° delle manopola posta sul lato destro del corpo macchina.

Le dimensioni: 100x90x135 millimetri; il peso: 840 grammi.

Ensignette N. 2

Questa Ensignette N. 2  è un modello del 1912, prodotto in Inghilterra  dalla Houghtons Ltd di Londra.
L’obiettivo è rappresentato da una lenta acromatica a menisco; il diaframma permette tre valori di apertura: f/11, f/16, f/22.
L’otturatore è a due lame. Le pose T e I possono essere impostate mediante un apposito selettore situato in basso a sinistra del frontalino.
L’apparecchio monta una pellicola nel formato 6,2″ x 3″, a rotolo con supporto cartaceo.
L’avanzamento della pellicola è indicato in una finestrella rossa, non accoppiata all’otturatore, posta al centro della parte posteriore del corpo macchina.
Il corpo macchina è in ottone, verniciato di nero. Il  soffietto in pelle.

Ensignette N. 2

Voigtländer Braunschweig

La macchina fotografica prende il nome dalla località tedesca – Braunschweig – dove nel 1849 venne trasferita la sede della società, e dove si iniziarono a produrre apparecchi fotografici. L’azienda originaria era stata invece fondata a Vienna nel 1756, da Johann Christoph Voigtländer, per la produzione di strumenti ottici e altri attrezzi scientifici.

Voigtlaender Bessa Braunsghweig

La macchina, prodotta alla fine degli anni ’20, utilizza pellicola nel formato 120.
E’ dotata di un obiettivo Voigtar Anastigmat f:7.7; il diaframma ha aperture da f:7.7 a 22.
Tempi di posa: 1/25, 1/50, 1/100, B e T.

Kodak Six-16 Brownie Junior

Il modello Six-16 Brownie Junior posto sul mercato dalla Kodak  a partire dal febbraio 1934 (rimarrà in produzione fino al 1942) rientrava nella strategia commerciale dell’azienda, orientata a offrire macchine fotografiche molto semplici da usare – “punta e scatta” – adatte a chiunque; tale strategia sfruttava anche la leva “prezzo”, inizialmente fissato in appena 2,25 $.

La principale caratteristica di questo modello, e dell’analogo modello Six-20, è il frontale in metallo decorato in stile Art Déco. Si dice che tale scelta estetica sia stata assunta nell’ottica generale del mercato di offrire prodotti che, in vario modo, potessero contribuire ad assecondare il desiderio “americano” di lasciarsi alle spalle le difficoltà e le avversità prodotte dalla “grande crisi” del ’29.

Priva di qualunque strumento di regolazione, la macchina, che monta una semplice lente a menisco, è predisposta per una pellicola nel formato 616. Ciò permette di ottenere negativi che si prestano molto bene a realizzare stampe per contatto nel formato 2 1/2 x 4 1/4″, corrispondenti a 6,35 x 10,80 cm ca.

Agfa Schulprämie Box Camera

Prodotta intorno al 1930, la Schulprämie è una fotocamera che espone pellicola nel formato 120.

Agfa Box Schulprämie

La Schulprämie fu così chiamata in quanto veniva spesso data in premio nelle scuole tedesche agli studenti più meritevoli; “Schulprämie“, infatti  significa  “premio scolastico”. Nelle macchine di questo modello il nome è impresso sul laccino.

La Agfa produsse negli anni ‘30 e ‘40 una quantità incredibile di queste fotocamere; la maggior parte aveva il rivestimento di colore  nero, tuttavia sul mercato erano disponibili anche modelli in una doppia tonalità di blu.

Eastman Kodak Kodex n° 2 Mod. B

La Kodex N° 2 Mod. B fu prodotta dalla Eastman Kodak Co. nello stabilimento di Rochester, nello Stato di New York, intorno alla metà degli anni ’20.

Eastman Kodak Kodex N° 2 Mod. B

La macchina è predisposta per pellicola formato 120.

Monta un obiettivo con lente a menisco Achromatic.
Diaframmi da  f:6.3 a 32.
Tempi: 1/25, 1/50, e pose B e T.

Una curiosità: celebre è lo slogan con cui George Eastman, il fondatore dell’omonima azienda, lanciò sul mercato americano le prime macchine fotografiche che produceva: “You press the button, We do the rest” (“Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto“). Tale slogan era giustificato dal fatto che la prime macchine prodotte dovevano essere spedite alla Kodak per lo sviluppo della pellicola, la stampa delle foto, e la ricarica con una nuova pellicola.
Quando poi iniziarono a essere commercializzate pellicole dotate di carta di protezione, i servizi finalizzati ai processi di sviluppo e stampa furono offerti da professionisti privati; e, curiosità nella curiosità, spesso di tali servizi si occupavano, direttamente o come tramite, le farmacie.

Lumière

Macchina fotografica prodotta dalla Lumière, l’azienda fondata da Charles Antoine Lumière, il padre di Louis e Auguste, gli inventori del cinematografo. La società Lumière fu la prima azienda a produrre pellicole in Europa.

In produzione dal 1932.

Lumière

Obiettivo Nacor Foyer 105, Anastigmat f:6.3
Tempi: 1/25, 1/50, 1/100, e con posa B e T.
L’impostazione del valore B (B sta per Bulb) permette di mantenere l’otturatore aperto per tutto il tempo di durata della pressione sul pulsante di scatto. L’impostazione del comando T (T sta per Time), assai più raro del precedente, permette di aprire l’otturatore al primo clic e di mantenerlo aperto fino a una nuova pressione del pulsante di scatto.